
CASSANO MAGNAGO – CASALGRANDE PADANA 24 – 22
CASSANO MAGNAGO: Bertolino (P), Maggioni, Ponti, Gozzi 3, Colloredo 7, Piovani (P), Tanic, Cobianchi 2, Soldavini, Ghilardi 9, Zanellini 2, Trevisan, Bassanese, Macchi, Barbosu 1, Barbuscia. All. Davide Kolec.
CASALGRANDE PADANA: Ferrari E. (P), Franco 3, Iyamu 8, Niccolai Apostol, Artoni S. 1, Bonacini (P), Rossi 1, Artoni A. 3, Orlandi 1, Stefanelli 5, Bacchi, Cosentino, Galletti. All. Elena Barani.
ARBITRI: Corioni e Falvo.
NOTE: primo tempo 9-12. Rigori: Cassano Magnago 2 su 2, Casalgrande Padana 3 su 3. Esclusioni per due minuti: Cassano Magnago 5, Casalgrande Padana 0. Espulsa al 19’st Ponti (CM) per triplice esclusione.

Casalgrande Padana di nuovo a secco in questo 2026. Nel nuovo anno solare, le biancorosse non sono ancora riuscite a raccogliere punti: per ora il bilancio delle sfide disputate dopo la sosta natalizia parla di 3 partite e altrettante sconfitte, seppur maturate contro formazioni che stanno navigando nei piani altissimi della classifica. Dopo lo stop a Erice e il passaggio a vuoto casalingo contro Bressanone, adesso la compagine ceramica ha pagato dazio al pala Tacca di Cassano Magnago: nella serata di sabato 24 gennaio, in terra varesina, si è giocato per il quindicesimo turno della serie A1 di pallamano femminile. Tuttavia, a differenza delle due occasioni precedenti, questa volta le casalgrandesi sono arrivate veramente vicinissime a ottenere quantomeno un risultato utile. Nel fronteggiare le altisonanti amaranto lombarde, le ragazze ospiti si sono tenute costantemente lontane da ogni timore reverenziale. La Padana ha inoltre costruito un primo tempo davvero da incorniciare, sia dal punto di vista della costruzione del gioco sia per quel che concerne la fibra caratteriale. Doti che le biancorosse hanno riproposto anche durante la seconda frazione, sebbene con più fatica: dopo l’intervallo Cassano Magnago ha infatti modificato buona parte dei propri assetti, arrivando così a creare maggiori problemi alle avversarie.

Le insubriche sono quindi arrivate a ottenere l’intera posta in palio, trovando dunque riscatto dalla sconfitta del duello di andata (al pala Keope, 30-22 per Casalgrande lo scorso 4 ottobre): ancora una volta le altomilanesi hanno fatto valere il proprio potenziale, dimostrando così di avere ottime carte da giocare in chiave scudetto e Coppa Italia. Per contro, innegabile la delusione della Casalgrande Padana: Francesca Franco e socie hanno infatti dimostrato di poter meritare almeno un punto. In compenso, il livello generale della prova biancorossa fa senza dubbio ben sperare in vista delle prossime due partite: la sfida casalinga con Padova e la trasferta a Teramo assegneranno punti davvero pesanti nell’ambito della lotta per accedere agli spareggi scudetto.

Bianca Ioana Barbosu e la capitana ospite Francesca Franco (foto Alessio Lucchetti)
Per quel che concerne nel dettaglio l’andamento del punteggio, come detto fino all’intervallo è stata Casalgrande a destare le impressioni migliori: impressioni che hanno trovato puntuale conferma nei dati numerici. Al 10′ la formazione ospite era avanti 3-5, e al 16′ addirittura sul 4-8. Al minuto numero 20, il tabellone luminoso indicava quindi un 6-9 sempre a favore della Padana: le frizzanti biancorosse hanno poi gestito il vantaggio con lucidità e maestria, chiudendo così la prima frazione sul 9-12 in proprio favore.

Nella ripresa, il copione è quindi cambiato: Cassano Magnago ha saputo individuare le vie giuste per compiere quei passi avanti che le servivano a livello di precisione e concretezza. Al 35′ è così arrivato il primo aggancio sul 13-13. Al tempo stesso la Casalgrande Padana non ha affatto mollato, continuando a esprimere quell’atteggiamento propositivo e vivace che l’aveva contraddistinta nel corso della prima mezz’ora. In tal modo, ben presto l’organico di Elena Barani ha messo nuovamente la freccia: a stretto giro è giunto un piccolo ma significativo parziale di 0-2, che ha permesso alle protagoniste ospiti di riportarsi avanti 13-15. A seguire, fasi molto combattute e punto a punto: al 40′ la situazione era di nuovo in perfetto equilibrio sul 15-15. Tre minuti più tardi, 17-16 a favore delle amaranto: da lì in avanti le padrone di casa non abbandoneranno più le redini del punteggio, ma dovranno fare i conti con una Casalgrande Padana tenace e propositiva fino agli istanti conclusivi. Pur non riuscendo più a riottenere la parità, dal 43′ in poi il margine di svantaggio biancorosso non ha quasi mai superato le 3 lunghezze. A testimoniarlo c’è anche il 21-19 del 50′: l’unica eccezione è rappresentata dal parziale del 56′, quando le amaranto conducevano sul 23-19. Tutto ciò fino ad arrivare al 24-22 finale, che ha sancito un prezioso successo per Cassano Magnago e una sconfitta comunque a testa alta per la Padana.

Parlando delle prove individuali, nei ranghi casalgrandesi spicca senza dubbio il felice ritorno di Irene Stefanelli: 5 i gol della talentosa centrale/terzino, che aveva saltato il confronto con Bressanone causa affaticamento muscolare. In particolare evidenza pure Charity Iyamu, sempre ficcante in fase offensiva: 8 stavolta i suoi centri. Biancorosse prive di Gaia Lusetti, assente causa impegni personali. Presente invece Simona Artoni, con minutaggio maggiore rispetto alla sfida di sette giorni prima contro le altoatesine. Nelle file di Cassano Magnago, impossibile ignorare la forza trascinatrice di una scatenata Sofia Ghilardi: il terzino amaranto ha guadagnato la palma di miglior realizzatrice del confronto. Tutto ciò senza ovviamente ignorare il valore espresso da tutte le altre protagoniste di casa, tra cui Eleonora Colloredo che ha firmato 7 sigilli.

“Una certa delusione c’è, e non posso certo stare qui a nasconderla – commenta Elena Barani, allenatrice della Casalgrande Padana – Per usare una metafora gastronomica, è come avere costruito una torta bella da vedere e buona da gustare sbagliando però la guarnizione finale. Al tempo stesso, questa nostra prova ha ben poco a che vedere con il rovescio casalingo contro Bressanone: qui a Cassano siamo state capaci di fare molto di più e meglio, sotto ogni profilo. Di conseguenza, stavolta ho ben poco da rimproverare alle nostre ragazze: l’intera squadra ha affrontato l’impegno senza mai risparmiarsi, mettendo in campo ogni singola energia disponibile. In tal modo siamo riuscite a mettere in difficoltà una super potenza come quella amaranto, che veleggia nei piani alti della graduatoria non certo per puro caso. In particolare, durante il primo tempo abbiamo limitato gli errori veramente al minimo: pochissime le nostre sviste, e attenzione sempre minuziosa e costante. Fino al 30′, Cassano Magnago sembrava la copia sbiadita della squadra che siamo abituati a conoscere: ciò la dice lunga sui meriti che abbiamo saputo evidenziare, almeno nella prima parte dell’incontro”.

“A seguire, è accaduto ciò che era in buona parte prevedibile – prosegue la timoniera biancorossa – Consapevoli dei problemi riscontrati nella prima frazione di gioco, dopo l’intervallo le amaranto hanno applicato sostanziali modifiche alle proprie strategie di gara. Cambiamenti che per loro si sono rivelati senza dubbio indovinati, in primo luogo dal punto di vista del rendimento difensivo: dal 30′ in avanti, la retroguardia varesina ci ha proposto ostacoli davvero ardui da superare. Nonostante ciò, noi non abbiamo mai smesso di cercare buone soluzioni in ogni zona del campo: soluzioni che spesso siamo anche riuscite a trovare, pur senza più raggiungere quell’efficacia così appariscente e tambureggiante del primo tempo. Peccato per gli ultimi 10 minuti, quando abbiamo dovuto fare i conti con una flessione piuttosto visibile: tra palloni persi e qualche decisione sbagliata, in tutta evidenza si è fatta sentire un po’ di fatica. Nel complesso credo davvero che avremmo meritato di cogliere almeno un pari, un punto che sarebbe stato certamente super lusso: d’altro canto, il livello generale di ciò che abbiamo saputo fare qui al pala Tacca deve darci rinnovata convinzione e fiducia in vista delle prossime sfide”.

A proposito dell’agenda, sabato 31 gennaio la Casalgrande Padana sarà al pala Keope per l’attesissimo confronto con il Cellini Padova: in campo dalle ore 18,30. Sette giorni più tardi, le biancorosse faranno quindi tappa sul parquet della Sirio Toyota Teramo. Come detto, due sfide di basilare importanza nella corsa ai playoff: al termine della stagione regolare, ad animare gli spareggi scudetto saranno le prime 8 in classifica. “Contro Padova mi aspetto una sfida parecchio impegnativa, e non lo dico certo per pronunciare la solita frase-slogan – sottolinea Elena Barani – All’andata abbiamo vinto, ma ovviamente ciò non autorizza certo a dormire sugli allori. In settimana andranno valutate le condizioni di Alessia Artoni, che contro Cassano ha rimediato una fortuita botta alla spalla: lo stesso vale pure per Francesca Franco, che al pala Tacca è incappata in una caduta accidentale ma pesante. In compenso abbiamo già avuto la buona notizia del rientro di Irene Stefanelli, e poi potremo contare anche sul ritorno di Gaia Lusetti. Quanto al resto, di certo le motivazioni non ci mancheranno: è davvero arrivato il momento di tornare a muovere la classifica, e tutte noi lo sappiamo bene”.

“Io mi congratulo innanzitutto con Elena Barani e con tutte le nostre avversarie di turno – evidenzia quindi Davide Kolec, allenatore di Cassano Magnago – La Casalgrande Padana prepara ogni partita con grande efficacia, riponendo grande attenzione a ogni dettaglio. Fin dai giorni che hanno preceduto la partita, sapevamo benissimo che il compito di affrontare le biancorosse sarebbe stato tutt’altro che semplice: l’andamento del confronto ha pienamente confermato le mie e le nostre impressioni in merito al valore di Casalgrande. Per contro, anche noi abbiamo portato avanti un’accurata preparazione alla partita: tuttavia nel primo tempo le dinamiche difensive che avevamo studiato si sono rivelate infruttuose, e soprattutto Charity Iyamu ne ha puntualmente approfittato per trovare varie volte la via del gol. Durante l’intervallo c’è quindi stata una breve ma significativa riflessione, inerente le modifiche da effettuare a livello di retroguardia. Cambiamenti che hanno avuto riscontri efficaci: la difesa 5-1 costruita nel corso della ripresa ci ha permesso di aumentare in modo rilevante la concretezza in difesa, e peraltro una vera fromboliera come Charity Iyamu non ha praticamente più tirato. In ambito generale, alcune volte la nostra squadra viene un po’ criticata per il fatto di non proporre una pallamano così sfavillante o spettacolare – aggiunge il trainer italo-croato della compagine amaranto – D’altro canto, le nostre ragazze possono fare affidamento su una fibra caratteriale davvero eccezionale: una dote che ci permette di non perdere mai la giusta bussola, e spesso anche di risalire la china quando andiamo in svantaggio di 3-4 reti come stavolta. Non è certo cosa da poco. Detto ciò, abbiamo ben chiara la necessità di dover migliorare ancora: in vista dell’immediato futuro, bisogna innanzitutto riprendere a segnare con maggiore regolarità in prima e in seconda fase”. Sabato prossimo 31 gennaio, la formazione insubrica sarà in Veneto per affrontare l’Alì Best Espresso Mestrino.

LA SITUAZIONE IN SERIE A1 FEMMINILE. Il 15° turno ha avuto inizio il 12 gennaio con Leno-Jomi Salerno 26-28. Sabato 24 gennaio si sono giocate anche Cellini Padova-Germancar Nuoro 17-29, Sirio Toyota Teramo-Securfox Ariosto Ferrara 33-30 e Bressanone Südtirol-Alì Best Espresso Mestrino 26-19. Il programma si completerà quindi lunedì 26 gennaio, con il posticipo Ac Life Style Erice-Mezzocorona.
Classifica: Jomi Salerno e Bressanone Südtirol 26 punti; Ac Life Style Erice** e Cassano Magnago 24; Leno 15; Sirio Toyota Teramo 14; Cellini Padova 12; Germancar Nuoro e Casalgrande Padana 11; Securfox Ariosto Ferrara 5; Alì Best Espresso Mestrino* e Mezzocorona* 4. Alì Best Espresso Mestrino e Mezzocorona hanno giocato una partita in meno, Ac Life Style Erice due partite in meno.
In alto un’altra immagine di Charity Iyamu, miglior realizzatrice della Casalgrande Padana nella sfida disputata al pala Tacca di Cassano Magnago (foto Monica Mandrioli).