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Serie B maschile, novità di mercato in entrata: Filippo Barbieri approda a Casalgrande

Nel prossimo campionato di serie B maschile, la formazione targata Spallanzani Casalgrande potrà contare su un volto nuovo: si tratta di Filippo Barbieri, terzino classe 1990. Gran parte del suo percorso pallamanistico si è svolta nelle file della Spm Modena: durante l’estate 2019 lui è quindi approdato ai Vikings Rubiera, contribuendo a costruire i successi che i biancorossoblù hanno centrato in questi ultimi anni. Il riferimento è alla promozione in massima serie che Rubiera ha conquistato nella primavera 2021, senza ovviamente dimenticare la salvezza in A1 ottenuta pochi mesi fa.

Il terzino Filippo Barbieri

Ora per Barbieri si aprono le porte di Casalgrande: il tecnico Matteo Corradini avrà quindi la possibilità di schierare un elemento di comprovata esperienza, che di certo potrà avere un ruolo di primo piano nell’aumentare lo spessore tecnico-agonistico della squadra. Un innesto di valore, un’ottima notizia in vista dell’impegnativa serie B che attende i casalgrandesi: a Filippo Barbieri va il migliore benvenuto nei ranghi biancorossi.

Nella foto in alto, Filippo Barbieri durante lo scorso campionato di A1 con la maglia dei Vikings Rubiera (immagine proveniente dalla pagina Facebook della Pallamano Rubiera).

Nuova esperienza per Enrico Aldini. Il pivot di scuola casalgrandese resta nel panorama della massima serie, ma si trasferisce alla Raimond Sassari: “La formazione isolana mi dà la preziosa opportunità di vivere una stagione molto intensa e di primo piano, sia in Italia sia a livello europeo”. Sulla sua squadra di origine: “Lo Spallanzani in B maschile è quasi impensabile, ma le prospettive per risalire rapidamente ci sono tutte”

Enrico Aldini è atteso da una nuova esperienza, sempre nell’universo della massima serie: durante la prossima stagione agonistica, il forte pivot classe 2002 vestirà la maglia della Raimond Sassari. Come è noto, stiamo parlando di un giocatore cresciuto nei ranghi della Pallamano Spallanzani: la sua lunga e proficua esperienza a Casalgrande si è chiusa al termine dell’annata 2020/21, con l’ottimo 6° posto che la Modula ha saputo conquistare nel girone B della serie A2. A seguire Aldini ha spiccato il volo verso il panorama della prima divisione nazionale, indossando la plurititolata casacca di Trieste: nello scorso campionato di serie A1 Beretta, lui ha saputo collocarsi tra i principali protagonisti della compagine alabardata. Sul campo i biancorossi giuliani hanno conquistato la salvezza diretta, senza passare attraverso i playout: il contributo fornito da Aldini è stato di rilevante importanza nell’arrivare a raggiungere tale obiettivo, un traguardo che sulla carta non appariva certo così scontato. Tutto ciò senza dimenticare gli impegni di Enrico nell’ambito della Nazionale, che stanno continuando anche in questo periodo.

Enrico Aldini con la maglia della Modula Casalgrande, in serie A2 nella stagione 2020/21 (foto Monica Mandrioli)

“Sono davvero felice di avere questa occasione per rivolgermi al pubblico di Casalgrande – ci racconta il diretto interessato – Un po’ di aria di casa fa sempre bene: inoltre resto grato alla Pallamano Spallanzani, perchè proprio lì ho portato avanti un percorso di formazione davvero indelebile. Il mio club di origine mi ha dato tanto, di fatto insegnandomi a giocare: anche se da ormai un anno mi trovo lontano, le amicizie casalgrandesi sono comunque rimaste e non manco mai di tenermi informato sulle attività delle squadre biancorosse. Come ho già avuto modo di sottolineare dodici mesi fa, chissà che un giorno non si creino le condizioni per un mio ritorno a casa: in futuro non escludo affatto di rientrare alla Pallamano Spallanzani, e se ciò avvenisse in massima serie sarebbe davvero fantastico. Ad ogni modo, queste sono ancora prospettive molto ipotetiche: adesso la mia mente è concentrata sull’esperienza targata Raimond Sassari, un nuovo percorso di assoluto prestigio che sono pronto ad affrontare spendendo ogni mia energia”.

Enrico Aldini in azione nelle file della Pallamano Trieste, durante la serie A1 Beretta maschile della scorsa stagione (foto Parisato)

Intanto, com’è andata a Trieste? Quali sono le tue impressioni in merito al cammino personale e ai risultati ottenuti dalla squadra?

“L’annata 2021/22 a Trieste mi è stata davvero utile: in terra giuliana, credo proprio di avere effettuato rilevanti tappe di crescita. Per questo devo ringraziare in particolare l’allenatore Fredi Radojkovic, che ha creduto in me con assoluta convinzione accordandomi una gratificante fiducia: i suoi preziosi insegnamenti mi hanno permesso di compiere ulteriori miglioramenti, raggiungendo nuove soglie di rendimento. Parlando invece della squadra, ritengo che la salvezza senza spareggi sia un giusto riconoscimento per il lavoro che tutti noi abbiamo svolto durante una stagione davvero lunga e impegnativa: i momenti difficili non sono certo mancati, ma l’intero gruppo ha saputo fronteggiarli con lucidità sia dal punto di vista tecnico sia sotto l’aspetto caratteriale. Proprio in questi giorni la società ha ufficialmente rinunciato alla massima divisione, scegliendo di ripartire dall’A2: una notizia che ovviamente dispiace, non solo a me ma penso anche all’intero mondo della pallamano italiana. D’altro canto, ciò non cancella affatto il grandissimo valore di ciò che abbiamo costruito durante la scorsa annata: inoltre ritengo che Trieste abbia la storia, l’organizzazione, l’entusiasmo e il seguito che servono per tornare in A1 nel giro di brevissimo tempo”.

Un’altra immagine di Enrico Aldini con la casacca alabardata (foto Parisato)

Il tuo trasferimento alla Raimond Sassari è avvenuto con la formula del prestito…

“E qui devo ringraziare sinceramente la Pallamano Trieste, che ha compreso al volo la mia esigenza e la mia volontà di continuare a calcare i parquet della prima serie. Tra le proposte che mi sono arrivate, quella di Sassari si è rivelata la più convincente fin da sùbito. Innanzitutto ripongo grande fiducia nell’allenatore, Luigi Passino: conosco bene il modo di lavorare che lo caratterizza, e so che nella sua concezione ogni giocatore riveste un elevato e specifico livello di importanza. Con lui non esistono comprimari, o seconde linee: ognuno ha la possibilità di assumere un ruolo di rilievo, e si tratta di un impostazione che si colloca in piena sintonia con il mio modo di interpretare la pallamano. Poi, la mia scelta deriva anche dalla vivace traiettoria che la Raimond si appresta ad affrontare: stiamo infatti parlando di una squadra che nel 2022/23 si metterà alla prova con serie A Gold, Supercoppa Italiana, European Cup e auspicabilmente Coppa Italia. Ora, la mia intenzione non è affatto quella di mettermi qui a pronunciare proclami supponenti: tuttavia il nostro organico ha senza dubbio la struttura giusta per distinguersi in ogni contesto. Solo per fare qualche esempio basti pensare al croato-bosniaco Josip Grbavac e al serbo Srdjan Mijatovic, che sono gli altri nuovi arrivi ufficializzati fin qui: poi il confermato Damir Halilkovic, bosniaco classe ’92 che condivide con me il ruolo di pivot”.

Aldini sempre con la maglia triestina (foto Parisato)

In buona sostanza, la formazione isolana rientra tra le maggiori favorite in chiave scudetto?

“Di certo siamo una squadra che nasce per viaggiare stabilmente nella medio-alta classifica, inutile negare l’evidenza: peraltro lo scorso anno Sassari ha vinto la Coppa Italia, e quindi adesso c’è una reputazione ancora più brillante da difendere. Al tempo stesso, credo sia saggio suggerire una certa cautela nel parlare di scudetto: l’elenco delle principali candidate al tricolore emergerà solo col passare delle settimane, e per avere un quadro più chiaro in merito bisognerà attendere quantomeno la fine della fase di andata. Poi, come se non bastasse, il prossimo campionato di serie A Gold ha in serbo una gamma davvero vasta di ostacoli da superare: tutte le avversarie si prospettano infatti parecchio insidiose, pure quelle che sulla carta non hanno grandi aspirazioni in chiave titolo. Giusto per rimanere in ambito reggiano, prevedo che i confronti con i Vikings Rubiera saranno particolarmente complessi per chiunque: da gennaio 2022 i biancorossoblù allenati da Luca Galluccio hanno effettuato un cammino in costante ascesa, e adesso possono contare su un organico ben rinforzato. Al momento Rubiera non rientra tra le principali potenze della categoria, ma ciò significa ben poco: il compito di affrontare i “Vichinghi” sarà parecchio complicato, anche per noi”.

A Trieste avevi iniziato un percorso di studi universitari, nell’ambito dell’ingegneria: è un’attività che proseguirai?

“Certo che sì: per chi si sposta frequentemente come noi giocatori, i mezzi che internet fornisce sono una vera fortuna. Grazie all’università telematica, potrò continuare a studiare pure in Sardegna”.

Enrico Aldini (a destra) a duello con il pivot rubierese Davide Bartoli durante la serie A2 nell’annata 2020/21: una sfida che avrà modo di ripetersi anche nel prossimo campionato di massima serie

Con te è impossibile non parlare dello Spallanzani Casalgrande, e in particolare della prima squadra maschile. Ti aspettavi la retrocessione in B? A tuo parere, c’erano segnali che lasciavano intravedere questo verdetto?

“Da ciò che ho potuto osservare a distanza, Casalgrande ha avuto problemi in primo luogo sotto il profilo difensivo: d’altronde la discesa di categoria non era affatto ciò che avevo previsto. Con tutto il rispetto per la serie B, campionato molto impegnativo soprattutto in Emilia Romagna, la prospettiva di vedere lo Spallanzani in terza serie continua a risultarmi difficile da digerire: se ripenso a tutto il lavoro e alla gloriosa strada che abbiamo saputo compiere, il ritorno in B è uno scenario che mi appare quasi impensabile. I momenti significativi che ho vissuto insieme al gruppo di Casalgrande sono stati davvero tanti: ad esempio la promozione in A2 maturata nella primavera 2019, o il già citato 6° posto di un anno fa. Un formidabile itinerario con allenatori di primo piano, da Daniele Scorziello a Fabrizio Fiumicelli”.

Un altro fotogramma di Enrico Aldini nei ranghi casalgrandesi

E dunque, quale potrà essere il ruolo dello Spallanzani Casalgrande nella stagione 2022/23?

“Nessun dramma: un anno sottotono può capitare a chiunque e adesso la B è una realtà con cui bisogna fare i conti, ma il futuro della prima squadra maschile appare comunque confortante. Intanto va evidenziato che Casalgrande è retrocessa raccogliendo 21 punti in 26 gare, che non sono certo così pochi: ciò costituisce un ottima base su cui impostare un solido avvenire. La società è riuscita a trattenere elementi di primaria importanza per lo scacchiere della squadra: poi, il confermato trainer Matteo Corradini ha senza dubbio le competenze che servono per guidare la squadra verso un rapido e convincente riscatto. Salire in seconda serie sarà complicato: le formazioni in lizza potrebbero essere tante, e inoltre non è affatto escluso che ci sia un’unica promozione in palio. Tuttavia sono certo che Casalgrande potrà lottare in modo generoso e costante, per cercare di ritrovare sùbito quel posto in A2 che a maggio è stato perso proprio sul filo di lana”.

Enrico Aldini in Nazionale

Intanto al momento tu sei impegnato con la Nazionale maschile Under 20, allenata da Boris Popovic. Questa settimana avete disputato due amichevoli a Maribor, in Slovenia: lunedì 27 i pari età di casa si sono imposti 39-30, ma poi martedì 28 è arrivata la vittoria per 32-24 sulla Croazia. Dal 7 luglio sarà quindi la volta dei Campionati europei di categoria, previsti in Portogallo: l’Italia è inserita nel girone D con Germania, Islanda e Serbia. Quali sono gli obiettivi minimi da centrare?

“Girone tutt’altro che semplice, ma la traiettoria che il nostro gruppo ha portato avanti fa ben sperare: le squadre in lizza sono in tutto 16, e noi punteremo a collocarci tra le formazioni di prima fascia. Compito arduo, ma fattibile”.

Nell’immagine in alto, a sinistra Enrico Aldini in azione con la maglia della Modula Casalgrande nel corso della serie A2 2020/21.

Serie B maschile, Matteo Corradini rimane alla guida dello Spallanzani Casalgrande: “La scorsa stagione non è stata un fallimento totale. Saremo pronti per provare a riprenderci subito quel posto in A2 che pensiamo di meritare”. Bacchi saluta, ma sette giocatori sono già sicuri di restare

L’amarezza per la retrocessione maturata il mese scorso è ormai agli archivi: ben presto, la delusione ha lasciato il posto a una consistente volontà di riscatto. Nell’annata agonistica 2022/23, la Prima squadra maschile della Pallamano Spallanzani Casalgrande disputerà il campionato regionale di serie B: in cabina di regia come allenatore ci sarà sempre Matteo Corradini, che avrà quindi il compito di guidare i ragazzi verso quella riscossa che l’intero ambiente biancorosso auspica. “A essere sincero, speravo proprio in questa riconferma – commenta il trainer – Del resto, proveniamo da una stagione che non rappresenta affatto un fallimento totale. Purtroppo non siamo riusciti a restare in A2, e ciò costituisce senza dubbio una consistente fonte di amarezza: d’altro canto, bisogna anche valutare le circostanze e gli avvenimenti che hanno determinato questa retrocessione. Innanzitutto noi siamo scesi di categoria collezionando 21 punti nell’arco di 26 gare, all’interno di un girone B che anche stavolta si è rivelato il tabellone di più alto livello nel panorama della seconda serie: se avessimo avuto lo stesso rendimento nel gruppo A o nel girone C, adesso saremmo qui a parlare di una salvezza conquistata con buon anticipo”.

Kristian Toro, ala dello Spallanzani Casalgrande

Per continuare l’esperienza in A2, ci sarebbe bastato soltanto un punto in più – rimarca Corradini – Anche se l’obiettivo è mancato per un soffio, credo proprio che siamo emerse parecchie buone indicazioni da cui dovremo ripartire con fermezza e autostima: del resto abbiamo sfiorato il traguardo mettendo in campo una squadra composta interamente da giocatori del posto, senza alcun rinforzo in arrivo dal mercato esterno. Non è cosa da poco”.

A sinistra, il centrale biancorosso Riccardo Prodi

E adesso, come sarà lo Spallanzani Casalgrande che vedremo? Ci sono già le prime notizie in merito alla composizione della squadra?

“Sì: innanzitutto noi abbiamo riconfermato l’organico in blocco, e ora stiamo sondando le disponibilità e le intenzioni dei singoli giocatori. Kevin Ricciardo, Mattia Cocchi, Riccardo Prodi ed Emanuele Seghizzi ci hanno già comunicato la ferma intenzione di continuare a vestire la nostra maglia: lo stesso vale anche per Andrea Strozzi, Kristian Toro e Gabriele Ferrari. Ovviamente, si tratta di un elenco ancora incompleto: nelle prossime settimane confidiamo di poter ufficializzare ulteriori rinnovi, e inoltre è previsto l’ingresso di alcuni ragazzi provenienti dalla nostra frizzante formazione Under 17. Parlando invece dei movimenti in uscita, salutiamo cordialmente Mattia Bacchi rivolgendogli un sincero “in bocca al lupo” in vista della nuova esperienza che lo attende: entro breve lui si recherà infatti negli Stati Uniti, per compiere un percorso di studi che durerà un anno”.

Il pivot casalgrandese Andrea Strozzi

Oltre a te, come si comporrà lo staff tecnico?

“Le figure che collaboreranno con me saranno le stesse che il pubblico casalgrandese conosce già molto bene: mi riferisco al team manager Adolfo Martucci e al dirigente Alberto Barbieri”.

Kevin Ricciardo, portiere dello Spallanzani Casalgrande

Quanto agli obiettivi, è facile immaginare che il traguardo da raggiungere sarà quello di tornare sùbito in A2…

“A tale proposito, ringrazio senza dubbio la società: non solo per avermi dato la possibilità di guidare nuovamente la Prima squadra maschile, ma pure per aver deciso di non chiedere il ripescaggio. Se Casalgrande avesse presentato domanda di riammissione in A2, credo proprio che molto probabilmente la risposta sarebbe stata favorevole: tuttavia ci siamo congedati dalla seconda divisione uscendo dalla porta principale, ed è proprio da quella stessa porta che vogliamo rientrare. La filosofia della dirigenza si coniuga in pieno con la mia, e peraltro ne ho già parlato chiaramente anche con i ragazzi: il nostro scopo sta nel riprenderci l’A2 sudando e vincendo sul campo, evitando di cercare scorciatoie attraverso le carte bollate. Di conseguenza la promozione costituirà il nostro irrinunciabile obiettivo stagionale, così da riottenere quel posto in seconda serie che tutti noi siamo convinti di meritare: al tempo stesso, di certo sappiamo bene di essere attesi da un cammino tutt’altro che semplice. Da parte nostra non ci sarà alcun tipo di supponenza, nè tantomeno di atteggiamento distratto o rilassato”.

Il terzino biancorosso Emanuele Seghizzi

Più nel dettaglio, che tipo di campionato prevedi?

“La serie B regionale in Emilia Romagna presenta numerose complessità e parecchi ostacoli di primo piano, senza dimenticare che verrà assegnata soltanto una promozione o al massimo due: inoltre le squadre in lizza saranno molte pure nella prossima stagione, e quindi si prospetta una lunga annata agonistica proprio come quella da cui proveniamo. Considerando l’insieme di questi rilevanti aspetti, il tasso di impegno richiesto dalla serie B non è certo così distante da quello che serve per fronteggiare l’A2: abbiamo e avremo quindi ottimi motivi per mantenere massima concentrazione nel corso dell’intero campionato. In più, siamo attesi da un calendario che comprenderà svariate sfide tra “vicini di casa”: la lista delle future avversarie comprende infatti Marconi Jumpers Castelnovo Sotto, Sportinsieme Castellarano e Secchia Rubiera. La prospettiva di affrontare questi derby reggiani non mi dispiace affatto: si tratta di sfide che non mancheranno di suscitare interesse da parte del pubblico, e che inoltre ci aiuteranno a trovare un’ulteriore dose di slancio motivazionale”.

Gabriele Ferrari, ala dello Spallanzani Casalgrande

Aspettando la prima giornata, che cosa prevede la tabella di marcia?

“Per il turno inaugurale bisognerà attendere ancora qualche tempo: stando al vademecum diffuso dalla Federazione, la serie B regionale non partirà prima di sabato 15 ottobre. A questo punto, i nostri allenamenti inizieranno tra la fine di agosto e i primi di settembre. Sul piano del gioco, bisognerà senza dubbio effettuare visibili miglioramenti per quel che riguarda l’efficienza nel non prendere gol: i numeri emersi durante il 2021/22 ci indicano tale necessità in modo lampante. E’ vero che siamo stati molto vivaci in chiave offensiva, siglando un totale di 775 sigilli che sarebbe stato degno dell’alta classifica: d’altro canto il totale delle reti subite ha raggiunto quota 830, e così abbiamo ottenuto la poco invidiabile palma di seconda peggior difesa del girone. Nella mia visione di pallamano, le partite si vincono in ambito difensivo ancor prima che in attacco: quindi, il fortino intorno alla nostra porta dovrà certamente irrobustirsi”.

Il portiere casalgrandese Mattia Cocchi
L’ala/centrale casalgrandese Paolo Canelli

Nella foto in alto, l’allenatore biancorosso Matteo Corradini. Le immagini presenti in questa pagina sono state realizzate da Monica Mandrioli.

Quattro anni senza Roberto Camponesco: un piccolo ricordo di un nostro grande amico

Roberto Camponesco: un nome, una garanzia, un vero emblema della Pallamano Spallanzani. Quattro anni fa, nell’ottobre 2016, la sua scomparsa ha suscitato ampio e sincero cordoglio in tutto il comune di Casalgrande e non solo: come è noto lui ha lavorato a lungo per il nostro club, portando un contributo di elevato spessore sia sotto l’aspetto operativo sia soprattutto dal punto di vista umano. La sua preziosa eredità ci è ancora ben presente: non potrebbe essere altrimenti, e per rendersene conto basta osservare l’ampia galleria fotografica presente all’ingresso del Pala Keope. La zona bar ospita una consistente galleria di immagini relative alle squadre biancorosse degli anni e dei decenni passati: Roberto Camponesco figura in moltissime di quelle foto, e ciò testimonia una volta di più il fervido impegno che lui ha riposto a favore della pallamano a Casalgrande.


Come ulteriore segno di stima e riconoscenza, il torneo femminile precampionato che organizziamo abitualmente a settembre è dedicato proprio a lui. Purtroppo, quest’anno l’appuntamento è saltato per i motivi che tutti conosciamo: non avendo potuto onorare la memoria di Roberto sul campo, affidiamo a questo breve intervento il compito di ricordarlo pubblicamente.


L’aggettivo “breve” è appropriato: anche se queste righe vi potranno sembrare un tantino verbose, non saranno certo sufficienti per descrivere con dovizia di particolari il ricco universo di opere e idee che caratterizzava Roberto. Probabilmente, lui sarebbe stato il personaggio giusto per scrivere un libro: magari autobiografico, perchè il linguaggio accurato e sempre puntuale rientrava senz’altro tra le sue caratteristiche. Di origine napoletana, lui stesso ricordava fieramente di essere nato nel quartiere di San Carlo Arena: inoltre Roberto soleva rimarcare le proprie origini facendo uso della celebre locuzione del principe Totò, ossia “Sono parte nopeo… E parte napoletano!” 

Dopo il trasferimento alle nostre latitudini, avvenuto negli anni ’60, lui ha lavorato per un quarantennio alla Ceramica Cir-Serenissima di Villalunga: nella fattispecie, la sua attività professionale era rivolta in particolar modo alla colorazione di mattonelle e piastrelle. Un compito di precisione ma a modo suo anche artistico, che a ben guardare si coniugava al meglio con le prerogative di Roberto. Un uomo molto preciso sul lavoro, ma parimenti dotato di quel brio fantasioso e creativo che gli permetteva di essere ancora più efficace in ogni ambito della vita.


Parlando più nel dettaglio del suo percorso con noi, Roberto Camponesco era attivo nella Pallamano Spallanzani fin dall’anno della fondazione: stiamo parlando del 1982. Trentaquattro anni in biancorosso, contraddistinti da un ampio e significativo ventaglio di esperienze: lui è stato dirigente accompagnatore nell’ambito del settore giovanile, ma anche autista del pulmino che permetteva alle ragazze e ai ragazzi ancora minorenni di raggiungere i luoghi di allenamenti e partite. Ovviamente il suo caleidoscopico sguardo era rivolto pure alle Prime squadre, di cui era osservatore sempre attento e puntuale fornendo sempre un punto di vista qualificato e mai banale. E poi, non dimentichiamo affatto la straordinaria umanità: le parole di Roberto erano sempre pronte a contrappuntare in modo attento ogni avvenimento e ogni personaggio, gratificando vincitori e vinti sempre con la sua peculiare cifra stilistica.
Una cifra che gli derivava pure dai suoi interessi all’infuori del mondo lavorativo e sportivo: qui a Casalgrande, Roberto Camponesco è stato infatti tra i massimi esperti e conoscitori di tutto quanto riguarda il mondo dell’opera lirica e dell’operetta. Peraltro, lui era uomo sempre presente nel sottolineare il valore dello spettacolo inteso come comnistione tra intrattenimento e cultura: una visione che lo portava a rivolgere attenzione e studio anche verso il cinema, così come nei confronti del teatro, della radio e immancabilmente del mezzo televisivo.


Nell’ottobre 2016, dopo un periodo di malattia, Roberto Camponesco è scomparso alle soglie dei 75 anni: negli ultimi tempi i problemi di salute gli avevano impedito di seguire l’attività biancorossa come avrebbe voluto, ma nonostante ciò si teneva costantemente informato manifestando il proprio incessante sostegno sia pure “a distanza”. Oggi, la sua famiglia è ancora assidua frequentatrice del palazzetto: non possiamo che esserne felici, oltre che sinceramente grati. 


Roberto Camponesco se n’è andato quattro anni fa… Tuttavia, si tratta di una frase che continua a suonarci un po’ troppo strana anche a distanza di tempo. E allora, visto che prima abbiamo parlato di televisione, riteniamo che le parole migliori siano quelle che Gigi Marzullo utilizza in questi casi: “I veri grandi non muoiono, non scompaiono, non se ne vanno… Al massimo si assentano”. Ecco: dall’ottobre 2016 in avanti, per noi del Gs Spallanzani Casalgrande, Roberto Camponesco è sempre un assente giustificato. Grazie ancora Roberto!!!

Nelle foto, dall’alto verso il basso della pagina:

  • Il Pala Keope di Casalgrande
  • Roberto Camponesco premiato nel 2012 a Pratissolo, durante la festa per i 30 anni del Gs Pallamano Spallanzani Casalgrande
  • Un’altra immagine di Roberto Camponesco.

Gaia Lusetti ha le carte in regola per continuare a essere una vera punta di diamante, pure in seconda serie: “L’atteggiamento caratteriale è un valore aggiunto per questo Spallanzani Casalgrande. Ora dobbiamo migliorare ulteriormente sul piano della resistenza alle fatiche”

Una giovane promessa della pallamano, che tuttavia ormai è sempre più una conferma: negli ultimi due anni Gaia Lusetti ha suscitato ottime impressioni a livello di serie A1, e dunque dispone di tutte le caratteristiche necessarie per rivelarsi un’autentica punta di diamante anche nell’imminente campionato di A2. “Come è inevitabile che sia, la prospettiva di vestire la maglia dello Spallanzani Casalgrande in un campionato diverso dalla massima divisione fa uno strano effetto – commenta la talentosa centrale classe 2002, ovviamente confermatissima – Ad ogni modo, si tratta di considerazioni che svaniscono non appena si prende in mano il pallone: dopo una sosta agonistica così lunga come quella che ci stiamo lasciando alle spalle, la volontà principale sta nel riprendere a giocare quanto prima e soprattutto nell’iniziare a macinare risultati positivi”.


Prima di fare un giro d’orizzonte sulla squadra, una parola per quanto ti riguarda personalmente: a che punto è la tua condizione fisica? Sei in forma, oppure devi fronteggiare qualche problema in più rispetto ad altre compagne di squadra?

“Per il momento, il mio stato di forma si colloca in piena linea con quello che caratterizza tutto il resto dell’organico. Non ho inghippi di particolare entità, e quindi ho ripreso ad allenarmi in modo assolutamente sereno. Adesso, ciascuna di noi deve recuperare il ritmo-partita: ad ogni modo, sono convinta che il lavoro impostato dall’allenatore Corradini e dalla preparatrice Ilenia Furlanetto ci permetterà di tornare al massimo nel giro di breve tempo”.


In ambito generale, il gruppo dello Spallanzani Casalgrande si presenta molto simile a quello della passata stagione: qual è il vostro miglior pregio, la caratteristica principale che dovrete riprodurre anche nel prossimo campionato?

“Al di là di ogni pur giusta considerazione di carattere tecnico, credo che lo slancio caratteriale della nostra squadra sia una dote molto spesso decisiva per fare la differenza. Chi ci segue abitualmente conosce bene la mentalità con cui sappiamo affrontare la partita: siamo una squadra nel vero senso del termine, perchè siamo sempre pronte ad aiutarci l’un l’altra nei momenti di maggiore difficoltà di ogni singolo incontro. In buona sostanza possiamo contare su una volontà granitica, capace davvero di spaccare i monti“.


E viceversa, osservando le vicende dello scorso anno, dove sta il maggiore difetto che dovrete cercare di correggere?
“Ritengo che ci sia da aggiustare qualcosa sul piano della resistenza alle fatiche. Nel 2019/2020 abbiamo corso parecchio, ma senza riuscire a mantenere la stessa brillantezza fisica per tutti i 60 minuti: molto spesso, negli ultimi 600 secondi dei vari incontri abbiamo accusato un calo fisico che tante volte si è rivelato penalizzante ai fini del risultato. Comunque sia, niente di irrimediabile: le doti per migliorare non ci mancano affatto, a cominciare dalla nostra inesauribile buona volontà”.


Adesso c’è grande attesa per la composizione dei gironi: la collocazione dello Spallanzani Casalgrande è ancora tutta da stabilire. Ad ogni modo, quali sono le tue preferenze personali? Restando nell’ambito del Nord Italia, preferiresti un girone più veneto? Oppure un raggruppamento a trazione lombardo-sarda? 

“Nonostante la presenza di una realtà blasonata e competitiva come Dossobuono, credo che un girone a maggioranza veneta sarebbe meno complesso da affrontare rispetto a un tabellone con una prevalenza di Lombardia e Sardegna. D’altro canto, al momento si tratta di considerazioni che lasciano davvero il tempo che trovano: indipendentemente dalla conformazione delle rivali che affronteremo, noi dovremo soltanto pensare a onorare la reputazione che ci riguarda macinando un’elevata quantità di risultati positivi”.

Nelle foto, dall’alto verso il basso della pagina:

  • Gaia Lusetti, centrale dello Spallanzani Casalgrande
  • La pivot Alessia Artoni
  • La pivot Francesca Franco
  • La centrale Giulia Dallari.