Beach handball, Casalgrande Padana protagonista nei ranghi della Nazionale femminile

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La Nazionale maggiore femminile di beach handball, la pallamano sulla sabbia, proviene da un periodo di impegni davvero intenso. I due appuntamenti del mese di giugno hanno coinvolto in maniera rilevante anche la Casalgrande Padana di serie A1 indoor, presente con ben tre portacolori. A guidare la rappresentativa italiana c’è infatti l’allenatrice biancorossa Elena Barani, in virtù dell’incarico attribuitole dalla Federazione nell’ottobre scorso. Inoltre il portiere Elisa Ferrari ha vestito la maglia azzurra durante le Ebt Finals, che si sono svolte a Trapani nel periodo che va da giovedì 5 a domenica 8. Successivamente, e per la precisione da lunedì 9 a domenica 15, la compagine azzurra del Blue Team ha avuto modo di cimentarsi con l’altrettanto prestigioso palcoscenico della Calise Cup a Gaeta: sempre valevole per il circuito internazionale Ebt. In questo caso a rappresentare Casalgrande nell’organico di atlete è stata Irene Stefanelli, fresca di approdo nei ranghi della Padana dopo aver appena terminato la biennale traiettoria con la maglia di Pontinia.

I RISULTATI. Parlando dei risultati, a Trapani le azzurre hanno riportato il 10° posto su 14 squadre partecipanti. Le sconfitte sono arrivate contro le tedesche del Caipirinhas Bartenbach (0-2), le olandesi del Westside Amsterdam (0-2), le slovacche del Kanonierky (0-2), e contro la formazione britannica di Londra (1-2). Il conteggio comprende pure lo stop al cospetto delle ungheresi targate Multichem Szentendrei (1-2), nella sfida valevole per assegnare la nona piazza. Tuttavia il Blue Team ha anche saputo raccogliere successi di primissimo ordine: sulle polacche del Byczki Kowalewo Pomorskie, e sulle spagnole del Team Almeria, in ambo i casi con il punteggio di 2-1. 

Per quel che invece riguarda il rendimento della Nazionale nel contesto della Calise Cup, la prima fase è stata contraddistinta da una vera pioggia di successi: 2-0 contro Malta, Tilburg (Olanda), Anders (Olanda), Bielsko-Biala (Polonia) e Red Velvet (Ungheria), senza dimenticare il 2-1 con cui l’Italia si è imposta nel duello con le ungheresi del Venice Beach Club. In semifinale il Blue Team ha pagato dazio proprio con il già citato Red Velvet, 2-1: in compenso le azzurre si sono riscattate ottenendo il bronzo, in seguito al successo per 2-1 sul Venice Beach Club nella finale che metteva in palio la terza piazza. Sette in tutto le formazioni in lizza.

Elena Barani, allenatrice della Casalgrande Padana di serie A1 femminile e della Nazionale maggiore femminile di beach handball

IMPRESSIONI.“Come ho già affermato in varie altre occasioni, il beach handball è uno sport che ho nel cuore esattamente come la pallamano tradizionale indoor – evidenzia Elena Barani, ct del Blue Team e allenatrice della Casalgrande Padana di A1 femminile – Non sono mai stata capace di scegliere nettamente tra l’una e l’altra disciplina, e infatti nel corso degli anni mi sono sempre cimentata con entrambe. L’uso del termine “disciplina” non è affatto casuale: pur avendo basi comuni, si tratta infatti di due sport contraddistinti da strategie e regole ben differenti e distinte. Purtroppo nel 2024 l’Italia non è riuscita a staccare il biglietto per gli Europei, e dunque non potremo dare immediata continuità al proficuo lavoro svolto in queste due settimane: al tempo stesso, non mi sembra affatto il caso di piangere sul latte versato nè tantomeno di lagnarsi troppo. Gli eventi di Trapani e Gaeta sono comunque stati parecchio utili: sia per visionare nuove atlete da lanciare convintamente nel panorama del beach, sia per consolidare le potenzialità di chi invece è più abituata a giocare sulla sabbia”.

Un’altra immagine di Elena Barani

“In entrambe le occasioni, il panorama generale mi è parso contraddistinto da un gioco sempre più veloce, moderno e dinamico – prosegue la timoniera azzurra – Il beach handball di oggi richiede sempre più fisicità, ma anche la spiccata capacità di risolvere ogni problema in tempi veramente rapidissimi. Di conseguenza ogni occasione è buona per fare pratica, perchè le tante sfumature della pallamano sulla sabbia sono davvero in continua evoluzione. Servono sempre più fisicità, e sempre maggiori capacità tecniche nell’esecuzione dei tiri ‘speciali’: per questo è importante gestire al meglio il pallone, le scelte e il tiro, soprattutto nella parte finale del set. E’ quindi opportuno essere non solo esperte, ma anche cercare di avere sempre più possibilità di fare pratica, di allenarsi e di conoscere tutte le sfumature che ormai ci sono perché è uno sport in continua evoluzione. Ringrazio le ragazze, che hanno affrontato questi impegni con convinzione ed entusiasmo. Affrontare due tornei consecutivi ci è servito molto, per mettere alla prova la resistenza sia fisica sia nervosa. Un grazie va inoltre alla Federazione, al delegato Figh per il beach handball Sandro Pagaria, e a chi ha organizzato così attentamente gli appuntamenti di Trapani e Gaeta”. 

Elena Barani esprime poi un auspicio: “Casalgrande ha già un eccellente palazzetto per la pallamano indoor, e ora auspico che in un futuro possa dotarsi anche di un campo per praticare il beach handball. Magari, proprio nelle vicinanze del pala Keope. In tal modo sarebbe possibile praticare il beach a Casalgrande in maniera continuativa, ampliando ulteriormente il già consistente insieme di attività che la società propone. Inoltre un campo sulla sabbia ci darebbe modo di essere punto di riferimento per lo svolgimento delle selezioni regionali. Credo proprio che sarebbe una bella idea”.

Elisa Ferrari (seconda da destra in maglia verde) durante un momento di esultanza alle recenti Ebt Finals di Trapani (foto Figh)

Le Ebt Finals sono un palcoscenico di livello davvero elevato, ed è stato puntualmente così anche stavolta – sottolinea quindi Elisa Ferrari, portiere della Casalgrande Padana – Il gruppo della Nazionale che ha giocato a Trapani è tornato sul palcoscenico agonistico dopo due anni, sia pure con un assetto in parte modificato: infatti, rispetto al 2023 non sono mancati alcuni innesti di rilievo. Il primo compito stava dunque nel riprendere confidenza con l’efficace applicazione di schemi convincenti e corali: al di là delle cifre che riguardano le singole partite, ritengo che tale obiettivo possa dirsi sostanzialmente centrato. Le sfide disputate in Sicilia ci hanno permesso di ritrovare una pregevole struttura di gioco, ma anche di provare nuove e interessanti soluzioni in ambito offensivo”.

“La prova migliore tra quelle che abbiamo fornito è stata quella contro Almeria, che poi ha vinto il titolo – prosegue la guardiana biancorossa, classe ’93 – Dopo avere perso il primo set siamo riuscite a riequilibrare i conti in modo brillante, per poi ottenere una limpida e prestigiosa vittoria ai supplementari. Viceversa, contro Londra eravamo un po’ più affaticate del solito: del resto provenivamo da giornate parecchio affollate dal punto di vista degli impegni, e quindi si è fatta sentire un po’ di inevitabile stanchezza. Ad ogni modo, penso proprio che la nostra Nazionale di beach handball abbia gettato le basi giuste per tornare a rivestire un ruolo di notevole spessore nel panorama internazionale: in altre parole, il prossimo anno potremo puntare con ragionevole slancio a riguadagnare un posto nella griglia dei Campionati europei. Quanto a me, vestire la maglia azzurra è sempre una grandissima gratificazione: quando Elena Barani mi ha proposto la convocazione, io ho accettato con genuino entusiasmo senza esitare neppure un attimo”.

La selezione italiana mentre festeggia il 3° posto alla 36° Calise Cup di Gaeta, insieme all’allenatrice Elena Barani e alla sua vice Florentina “Zucchi” Pastor (foto Figh)

Elisa Ferrari ha una rilevante esperienza nell’ambito del beach, ma lo stesso vale pure per Irene Stefanelli: “Il Blue Team che ha gareggiato a Gaeta ha potuto contare su quelle che potremmo definire due anime, similmente a quanto accaduto a Trapani – commenta il terzino classe ’98 – L’anima più navigata, con atlete più abituate al beach handball, e un nucleo emergente con ragazze che stanno muovendo i primi passi nel contesto della pallamano sulla sabbia. Queste ultime hanno il compito primario di arrivare a inserirsi al meglio nei meccanismi di manovra che la squadra esprime: tuttavia, alla Calise Cup si sono viste indicazioni davvero incoraggianti in tal senso. Il Blue Team ha sempre recitato un ruolo di eccellenza sul palcoscenico internazionale: le sfide che abbiamo disputato a Gaeta ci danno senza dubbio ottime speranze, nell’ottica di ritrovare quei fasti che contraddistinguevano la Nazionale italiana fino a pochi anni fa”.

Irene Stefanelli, nuovo terzino della Casalgrande Padana (foto Figh)

“Ritengo quindi che il cammino intrapreso sia davvero quello giusto – rimarca Irene, che nella prossima stagione vestirà la maglia della Casalgrande Padana – Del resto, i risultati ottenuti in terra laziale certificano in modo evidente la qualità di ciò che siamo riuscite a fare. Resta un po’ di inevitabile rammarico per la semifinale persa, una semifinale che avrebbe addirittura potuto proiettarci verso la conquista del titolo: d’altro canto, si tratta di un passaggio a vuoto che non può affatto rimuovere il valore delle ripetute vittorie raggiunte a Gaeta. Un terzo posto comunque premiante, maturato affrontando avversarie di consistente valore”.

In alto, un’altra immagine di Elisa Ferrari. Dove non diversamente indicato, le foto presenti in questa pagina sono state realizzate da Monica Mandrioli.